La vera perfezioneDomenica, durante la Messa dei bambini, si è affrontato un tema “grande”: quello del peccato e della misericordia di Dio.

Il punto di partenza dell’omelia è stata la prima lettura, un passo del secondo libro di Samuele: il re Davide aveva sottratto con la forza la moglie a un suo generale – Urìa - e il profeta Natan lo aveva posto davanti allo scempio della sua condotta. “Davide riconosce con grande umiltà il suo peccato e lo confessa davanti a Dio”, ha spiegato Don Charles rivolgendosi ai suoi piccoli interlocutori.

Il Vangelo di Luca – con l’episodio della peccatrice nella casa di Simone  - ha illuminato quindi il senso profondo della nostra fragilità e la via di salvezza indicata da Gesù. “La donna compie un atto molto forte. È coraggiosa, entra nella casa di un fariseo, crea una situazione di intimità forte con Gesù per piangere i suoi peccati”, ha chiarito Don Charles, aggiungendo che invece “i farisei rispettano e fanno rispettare la legge. Davanti a tutti sono perfetti, e non esitano a giudicare: giudicano la donna e giudicano anche Gesù”.

Don Charles ha proiettato quindi l’insegnamento, applicandolo ai giorni nostri: “Ma quanti siamo noi cristiani che ci comportiamo così nel nostro tempo?”. Esistono infatti “due tipi di perfezione: da una parte la perfezione formale, della moralità. E dall’altra la perfezione dell’amore”.

Quest’ultima si raggiunge solo – giorno dopo giorno – imparando ad amare “Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente e il prossimo come noi stessi”. 

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