La-Trinità2“Maria, Riccardo, Ines, Priscilla, Ludovica, Cesare. Ciascuno di voi è una persona unica”. Con queste parole Don Charles si è rivolto ai ragazzi del catechismo durante la Messa delle 10 di domenica, festività dedicata alla Santissima Trinità.

“Ciascuno di noi è una persona unica. Anche Dio è unico, ma in tre persone: questo è il senso della festa che celebriamo oggi”, ha proseguito Don Charles, aggiungendo che “noi ci riconosciamo appartenenti a quel Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo”.

Le invocazioni iniziali pronunciate durante l’atto penitenziale sono state fondamentali per entrare nel significato più profondo della celebrazione, perché “ci dicono cosa fa ciascuna delle tre persone e questo è l’unico modo in cui possiamo conoscere Dio: attraverso quello che fa”.

E così il Padre è il Creatore del mondo, il Figlio è venuto a redimere l’uomo. Gesù è infatti “il Salvatore – ha sottolineato Don Charles - colui che “è venuto a ridare all’uomo la dignità di figli di Dio”.

Mentre lo Spirito Santo, celebrato durante la festa di Pentecoste da poco trascorsa, “è effuso per la nostra santificazione: ci viene dato dal Padre, è versato nel nostro cuore, nella nostra vita per santificarci”.

E cosa vuol dire essere santificati? Ha risposto Ludovica, con un filo di voce: “Ci rende santi”. È proprio così: giorno dopo giorno, attraverso le gioie e i dolori della vita, lo Spirito Santo ci trasforma per condurci alla santità.

Immagine da internet: "Trinità"Anna Maria Chericoni

Alba di fuoco Francavilla al mareQuale festa è oggi? La mensa, la tovaglia d’altare, le decorazioni floreali – la stessa casula del sacerdote - questa domenica, solennità di Pentecoste, erano tutte fiammeggianti di rosso.

“È il colore del sangue e il colore del fuoco: in questa festa, il fuoco dello Spirito Santo”, ha spiegato Don Charles rivolgendosi ai bambini riuniti insieme alle catechiste nei primi banchi della chiesa per la Messa delle 10.

E la prima lettura ascoltata – un brano degli Atti degli Apostoli - narrava proprio l’avvenimento storico della venuta dello Spirito Santo, disceso sui discepoli riuniti a Gerusalemme.

Tra i bambini, Benedetta ha posto in evidenza uno dei primi effetti sensibili della discesa dello Spirito di Dio: gli apostoli “cominciarono a parlare in altre lingue”. Un fatto straordinario e sotto gli occhi di tutti, visto che per la festività della Pentecoste ebraica Gerusalemme era raggiunta anticamente da genti originarie di paesi diversi e lontani.

Come agisce nelle nostre vite lo Spirito Santo? “Possiamo dire poco su quello che è, ma molto possiamo dire su quello che fa”, perché  - ha sottolineato Don Charles - “il Paraclito è  avvocato, difensore, consolatore. Può anche significare "intercessore”.

È lo Spirito Santo “che rende potenti, santificatori i Sacramenti”. Nella vita di ogni giorno, “niente di quello che si può fare in nome di Dio può compiersi senza lo Spirito Santo”.

Battesimo infusione adultoOggi è un giorno molto speciale”. E davvero per la parrocchia è stata straordinaria la giornata di domenica, festività dell’Ascensione del Signore. Un momento in cui si sono sommate per la comunità numerose  ragioni di gioia.

Cosa si festeggia? “L’Ascensione è quando Gesù sale al cielo”, ha risposto Lucio alla domanda di Don Charles, durante il dialogo tra i ragazzi del catechismo e il sacerdote che si tiene ogni domenica durante la Messa delle 10.

“Gesù si è fatto carne nel seno della Vergine Maria e, quando torna in cielo, è diverso - ha spiegato Don Charles, perché - torna dal Padre in spirito e corpo”.  E così, unendoci alla sua salvezza, “ci dà una speranza forte”.

“Speranza”. Davvero la parola giusta per introdurre il rito battesimale che è stato poi celebrato da Don Alberto nel corso della funzione. A ricevere il Sacramento è stata una giovane della parrocchia, Anastasia, diventata pienamente “parte della comunità”, come ha chiarito il parroco.

I segni del Battesimo hanno comunicato a tutti e in modo evidente la natura di questo passaggio: dall’olio dei catecumeni, segno di salvezza, all’acqua – simbolo della morte e quindi della nuova vita ricevuta in Cristo - fino al crisma profumato e alla veste bianca, “segno della nuova dignità”, come ha affermato Don Alberto, raggiunta attraverso il Sacramento.

Mentre la luce della candela - accesa al cero pasquale – ha testimoniato che Anastasia è “diventata luce in Cristo”.

La dimensione comunitaria del Sacramento si è tradotta anche nella partecipazione al rito di tutti i ragazzi del catechismo, che hanno riconfermato la propria fede rispondendo insieme ad Anastasia alle domande del parroco.

E in quel momento tutti noi presenti ci siamo sentiti parte di un cammino di salvezza, immeritatamente bello e intessuto di speranza. Capace di renderci luminosi, candidi, rivestiti di dignità. In una parola, popolo di Cristo.

Quante orecchie abbiamo? Una per sentire e una per lasciar correre”. Con questa battuta scherzosa Don Mirco  ha introdotto il Vangelo di domenica scorsa, la sesta dopo Pasqua, durante la Messa dei bambini.orecchio-conchiglia

Il messaggio che ci ha affidato Gesù è invece molto chiaro:“Se uno mi ama, osserverà la mia parola”. E così – ha sottolineato Don Mirco - se anche il nostro udito può essere talvolta un po’ distratto,  “abbiamo un solo cuore”, capace di eliminare i rumori di sottofondo e ricevere in pieno l’annuncio del Signore.

“Ascoltare vuol dire fare propria la Parola di Gesù”, ha chiarito Don Mirco, cappellano del Forlanini e amico della Parrocchia di via Donna Olimpia.

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. L’eredità, il testamento di Gesù è proprio la pace: tutt’altro che un sentimento vacuo e sdolcinato, ma un cammino impegnativo, una sfida che si rinnova giorno dopo giorno.

“Nel mondo ci sono più nemici che amici, ma noi siamo chiamati a costruire ponti di comunione. È difficile, ma in questo ci aiuta Gesù e lo Spirito Santo”, ha chiarito Don Mirco, citando le parole di Papa Francesco.

E proprio lo Spirito Santo – ha  promesso il Signore ai discepoli nel brano del Vangelo di Giovanni ascoltato -  “vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io ho detto”.

Con un maestro simile a indicarci la direzione, come potremo temere – anche se siamo un po’ duri d’orecchi – di perdere la strada?

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