La vera perfezioneDomenica, durante la Messa dei bambini, si è affrontato un tema “grande”: quello del peccato e della misericordia di Dio.

Il punto di partenza dell’omelia è stata la prima lettura, un passo del secondo libro di Samuele: il re Davide aveva sottratto con la forza la moglie a un suo generale – Urìa - e il profeta Natan lo aveva posto davanti allo scempio della sua condotta. “Davide riconosce con grande umiltà il suo peccato e lo confessa davanti a Dio”, ha spiegato Don Charles rivolgendosi ai suoi piccoli interlocutori.

Il Vangelo di Luca – con l’episodio della peccatrice nella casa di Simone  - ha illuminato quindi il senso profondo della nostra fragilità e la via di salvezza indicata da Gesù. “La donna compie un atto molto forte. È coraggiosa, entra nella casa di un fariseo, crea una situazione di intimità forte con Gesù per piangere i suoi peccati”, ha chiarito Don Charles, aggiungendo che invece “i farisei rispettano e fanno rispettare la legge. Davanti a tutti sono perfetti, e non esitano a giudicare: giudicano la donna e giudicano anche Gesù”.

Don Charles ha proiettato quindi l’insegnamento, applicandolo ai giorni nostri: “Ma quanti siamo noi cristiani che ci comportiamo così nel nostro tempo?”. Esistono infatti “due tipi di perfezione: da una parte la perfezione formale, della moralità. E dall’altra la perfezione dell’amore”.

Quest’ultima si raggiunge solo – giorno dopo giorno – imparando ad amare “Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente e il prossimo come noi stessi”. 

 Corpus Domini 2016 villa

Abbiamo vissuto la processione della festa del Corpus Domini passando nella Villa Doria Pamphili, assieme alla comunità della Parrocchia di Nostra Signora de La Salettte, potete vedere delle foto e notizie nel sito della Parrocchia de La Salette

La-Trinità2“Maria, Riccardo, Ines, Priscilla, Ludovica, Cesare. Ciascuno di voi è una persona unica”. Con queste parole Don Charles si è rivolto ai ragazzi del catechismo durante la Messa delle 10 di domenica, festività dedicata alla Santissima Trinità.

“Ciascuno di noi è una persona unica. Anche Dio è unico, ma in tre persone: questo è il senso della festa che celebriamo oggi”, ha proseguito Don Charles, aggiungendo che “noi ci riconosciamo appartenenti a quel Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo”.

Le invocazioni iniziali pronunciate durante l’atto penitenziale sono state fondamentali per entrare nel significato più profondo della celebrazione, perché “ci dicono cosa fa ciascuna delle tre persone e questo è l’unico modo in cui possiamo conoscere Dio: attraverso quello che fa”.

E così il Padre è il Creatore del mondo, il Figlio è venuto a redimere l’uomo. Gesù è infatti “il Salvatore – ha sottolineato Don Charles - colui che “è venuto a ridare all’uomo la dignità di figli di Dio”.

Mentre lo Spirito Santo, celebrato durante la festa di Pentecoste da poco trascorsa, “è effuso per la nostra santificazione: ci viene dato dal Padre, è versato nel nostro cuore, nella nostra vita per santificarci”.

E cosa vuol dire essere santificati? Ha risposto Ludovica, con un filo di voce: “Ci rende santi”. È proprio così: giorno dopo giorno, attraverso le gioie e i dolori della vita, lo Spirito Santo ci trasforma per condurci alla santità.

Immagine da internet: "Trinità"Anna Maria Chericoni

Alba di fuoco Francavilla al mareQuale festa è oggi? La mensa, la tovaglia d’altare, le decorazioni floreali – la stessa casula del sacerdote - questa domenica, solennità di Pentecoste, erano tutte fiammeggianti di rosso.

“È il colore del sangue e il colore del fuoco: in questa festa, il fuoco dello Spirito Santo”, ha spiegato Don Charles rivolgendosi ai bambini riuniti insieme alle catechiste nei primi banchi della chiesa per la Messa delle 10.

E la prima lettura ascoltata – un brano degli Atti degli Apostoli - narrava proprio l’avvenimento storico della venuta dello Spirito Santo, disceso sui discepoli riuniti a Gerusalemme.

Tra i bambini, Benedetta ha posto in evidenza uno dei primi effetti sensibili della discesa dello Spirito di Dio: gli apostoli “cominciarono a parlare in altre lingue”. Un fatto straordinario e sotto gli occhi di tutti, visto che per la festività della Pentecoste ebraica Gerusalemme era raggiunta anticamente da genti originarie di paesi diversi e lontani.

Come agisce nelle nostre vite lo Spirito Santo? “Possiamo dire poco su quello che è, ma molto possiamo dire su quello che fa”, perché  - ha sottolineato Don Charles - “il Paraclito è  avvocato, difensore, consolatore. Può anche significare "intercessore”.

È lo Spirito Santo “che rende potenti, santificatori i Sacramenti”. Nella vita di ogni giorno, “niente di quello che si può fare in nome di Dio può compiersi senza lo Spirito Santo”.

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