Quest'anno il Presepe in Parrocchia ha un tema tutto particolare, che prende spunto dall'omelia del Santo Padre all'inizio dell'Anno della Fede.

Presepio nel deserto

Se oggi la Chiesa propone un nuovo Anno della fede e la nuova evangelizzazione, non è per onorare una ricorrenza, ma perché ce n’è bisogno, ancor più che 50 anni fa! E la risposta da dare a questo bisogno è la stessa voluta dai Papi e dai Padri del Concilio e contenuta nei suoi documenti. Anche l’iniziativa di creare un Pontificio Consiglio destinato alla promozione della nuova evangelizzazione, che ringrazio dello speciale impegno per l’Anno della fede, rientra in questa prospettiva.In questi decenni è avanzata una «desertificazione» spirituale. Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, al tempo del Concilio lo si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi. E’ il vuoto che si è diffuso.

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Mons. Filippo Iannone

Nato a Napoli il13 dicembre 1957, è entrato nell'ordine dei carmelitani il 1° agosto 1976 compiendo il noviziato nel convento dei Santi Silvestro e Martino a Roma.

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Ieri abbiamo vissuto la festa della nostra parrocchia, la nostra festa. Tutti erano stati invitati e anche don Piettro, trattenuto altrove dal suo Capo, era comunque presente, perché più volte ricordato dal Parroco e perché, in fondo, non poteva mancare,  vivo com'è nei nostri cuori.

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26seconda

 

La vocazione dei fedeli laici secondo il Concilio Vaticano II (Lumen gentium, 31). Se ne ricordino sia i fedeli laici, nell'assumersi le loro responsabilità, sia i Vescovi nello stimolarli e rispettarli.

"Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti i diversi doveri e lavori del mon

do e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta. Ivi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall'interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo esercitando il proprio ufficio sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo a manifestare Cristo agli altri principalmente con la testimonianza della loro stessa vita e col fulgore della loro fede, della loro speranza e carità.
A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le cose temporali, alle quali sono strettamente legati, in modo che siano fatte e crescano costantemente secondo il Cristo e siano di lode al Creatore e Redentore."

Buona Domenica

 

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