VI DO UN COMANDAMENTO NUOVOimage

Vi do un comandamento nuovo”. Gesù pronuncia queste parole in un momento molto particolare: è la vigilia della Passione, il momento in cui assegnare definitivamente la nuova direzione ai suoi apostoli riuniti nel cenacolo. 

Per rimarcare l’importanza decisiva del messaggio, questa domenica - la quinta dopo Pasqua - Don Charles ha chiesto ai ragazzi del catechismo e all’assemblea tutta di leggere insieme ad alta voce il passo intero del Vangelo di Giovanni.

Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni con gli altri”, dice Gesù. Non un amore qualsiasi, perché “la parola amore viene usata anche in tante situazioni poco amorevoli”, ha ricordato Don Charles. L’esempio dell’amore cui dobbiamo ispirarci è proprio Gesù. Seguire la sua direzione vuol dire incamminarsi lungo una strada a volte impervia, che non ci permetterà mai di “chiuderci nel nostro cerchio, pensando di avere la coscienza a posto”, come ha chiarito Don Charles. 

Il modello – come precisa padre Ermes nella sua omelia citata questa settimana nella brochure “Adorazione Eucaristica Pereptua” curata dal diacono permanente Gianenrico – è improntato allo “stile unico”, "all'eleganza gentile e alla creatività” con cui Gesù ha saputo amare tutti, dal discepolo più attento fino agli ultimi dei peccatori.

Questo siamo chiamati a fare e in questo daremo prova di essere davvero parte del gregge di Gesù: “Se avete amore gli uni per gli altri”.

Chi è il pastore?”. Si parte da qui - una domanda semplice -  per  illustrare ai bambini e ai ragazzi del catechismo il denso percorso proposto dalle Scritture di domenica, la quarta dopo Pasqua, dedicata alla figura del Buon Pastore.

È Maria Chiara la prima a prendere la parola e a rispondere a Don Charles durante l’omelia della Messa dei bambini. Il Vangelo ascoltato è quello – impegnativo, dottrinale – di Giovanni.

pecora bambinaIl pastore è uno che porta il gregge a mangiare”. Brava  Maria Chiara, hai fatto centro! Il messaggio che emerge attraverso le letture si incentra infatti su due filoni tematici: Gesù buon pastore e l’universalità della salvezza di Dio.

“I profeti dell’Antico Testamento hanno annunciato questa universalità - sottolinea Don Charles rivolgendosi ai suoi piccoli interlocutori – ma quando arriva Gesù le cose iniziano a cambiare: con la Pentecoste ha inizio la predicazione”.

La prima lettura, un brano degli Atti degli Apostoli, racconta proprio le origini storiche di questo cambiamento, quando – come chiarisce Don Charles - “Paolo e Barnaba si trovano ad Antiochia per predicare il Vangelo agli ebrei, ma questi non prestano loro ascolto”. E il messaggio comincia a rivolgersi a tutti, giudei e pagani. Senza interruzioni, attraverso il tempo: dalle genti di allora, fino ad arrivare a noi oggi e a chi ci seguirà dopo di noi.

La dimensione dell’universalità della salvezza si proietta anche nel futuro con la seconda lettura, un brano dell’Apocalisse, con la rappresentazione dell’Agnello tra la schiera dei giusti, quando – come recita il testo - “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi”.

Gesù è il pastore di tutti i popoli della terra, universale e per sempre. “Nel testo di Giovanni – ricorda Don Charles – vengono usati quattro verbi per tradurre i rapporti di vicinanza tra il Signore e il suo gregge: le sue pecore ascoltano la sua voce, Gesù leconosce, loro lo seguono”.

E infine, l’annuncio che viene rivolto a tutti noi: “Io do loro la vita eterna”.

In questa sequela si compie il cammino di salvezza offerto a ogni uomo. Un cammino possibile, se ci lasciamo guidare con la fiducia e la dolcezza che Gesù ci chiede

2016 pescatoreMi vuoi bene?” è questa la domanda – netta, a bruciapelo! - che ci sentiamo rivolgere da Gesù quando siamo in difficoltà, proprio come è accaduto a Simon Pietro nel Vangelo ascoltato ieri, terza domenica di Pasqua. Il cuore della narrazione nel testo di Giovanni è la manifestazione del Risorto agli apostoli, con i tre interrogativi rivolti da Gesù a Pietro, ideale contrappunto agli altrettanti rinnegamenti di quest’ultimo ascoltati nella lettura della Passione del Signore.

L’omelia durante la Messa dei bambini è partita proprio da qui: non – come ha sottolineato Don Charles rivolgendosi ai suoi piccoli interlocutori – un semplice discorso sulla responsabilità. Ma uno molto più impegnativo: sull’amore.

 “Immaginate che il vostro miglior amico dica che non vi ha mai visto in una situazione difficile, quando voi avete bisogno di lui. È questo che aveva fatto Simone: Gesù lo ha perdonato ma gli chiede una prova e così gli domanda per bene tre volte se gli vuole bene”.

Il passaggio dalla Scrittura alla vita di tutti i giorni è immediato: “Anche a voi potrà succedere di trovarvi in una situazione di difficoltà come Simone – ha aggiunto Don Charles - momenti in cui si pensa "non capisco più niente, non sento più nulla" e magari non si va più neanche in chiesa”.

E ha proseguito: “Ricordate questo, che Gesù proprio allora rivolgerà a ciascuno di voi lo stesso interrogativo - lo chiederà a te Alessandra, a te Tommaso (Ndr: alcuni dei bambini del catechismo, seduti nei primi banchi), e lo chiederà anche a me: "Mi vuoi bene?”.

La conclusione dell’omelia è per tutti – grandi e piccoli - un invito alla speranza: “Abbiamo tutta la nostra vita per dire al Signore: “Sì. Tu lo sai, ti voglio bene”.

2016 veste battesimoDomenica in albis, festa speciale per la comunità di Santa Maria Madre della Provvidenza. Durante la Messa centrale della mattina il parroco Don Alberto ha riunito gli oltre 30 bambini che hanno ricevuto il battesimo nella parrocchia di via Donna Olimpia durante gli ultimi due anni.

Una scelta che si richiama al motivo originario dell’antichissima festività della seconda domenica di Pasqua, quando i neo battezzati erano soliti deporre le vesti candide (in albis vestibus) indossate durante il rito del battesimo – impartito ai fedeli in età adulta proprio nella notte di Pasqua – presso l’altare della basilica di San Pancrazio.

E così ieri – giornata della Divina Misericordia - le famiglie, accompagnate dai diaconi permanenti Gian Enrico e Giustino, hanno collocato simbolicamente le vestine bianche dei propri bimbi ai piedi dell’altare e sono state invitate ad accendere una candela al cero pasquale, mentre Don Alberto ha ricordato la funzione dei tre oli consacrati da Papa Francesco durante la celebrazione del Giovedì Santo nella basilica di San Giovanni in Laterano. In particolare, il crisma aromatico dell’unzione battesimale, simbolo della testimonianza che sono chiamati a rendere con la propria vita i cristiani: un profumo contagiosamente buono!

Al termine della cerimonia Suor Maria Elena ha illustrato la coraggiosa e appassionante proposta educativa lanciata dalla parrocchia - la “Catechesi del Buon Pastore” - rivolta ai bimbi dai tre ai cinque anni e ispirata nel metodo ai principi basilari della pedagogia montessoriana.

A seguire, un bell’aperitivo per festeggiare tutti insieme con l’impegno – come ha ricordato Giustino congedando nuovi e vecchi amici – di dare quanto prima un seguito a questo incontro, con un calendario di appuntamenti pensati per la categoria “juniores” dei parrocchiani e per le loro famiglie.

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