Educare gli adolescenti da inespertiVolevamo fare qualcosa per gli adolescenti e così per circa un anno ci siamo incontrati in cinque: il parroco, una suora e tre genitori.

Ciascuno animato da un proprio interesse all’inizio non sapevamo bene cosa fare; per questo la lettura di testi dedicati all’argomento ci ha aiutato ad indirizzare meglio la nostra ricerca. Subito dal confronto delle nostre esperienze ne è uscita un’idea ben precisa: focalizzare la nostra attenzione su come vivono le emozioni i ragazzi nell’età adolescenziale.

Ci è sembrato bello individuare cinque aspetti sui quali poter coinvolgere anche altri adulti interessati a questi argomenti:

  • il conflitto
  • la comprensione delle emozioni
  • l’ascolto e l’empatia
  • la risoluzione dei conflitti
  • l’accettazione dell’adolescente

Stabiliti gli argomenti restava da trovare il modo di presentarli in una maniera tale da catturare l’attenzione dei partecipanti; la soluzione migliore è sembrata quella di coinvolgere direttamente i partecipanti facendo recitare loro delle scenette ciascuna riferita ad uno dei punti.

adolescentiE così i circa 40 partecipanti si sono trasformati per un pomeriggio in attori che recitavano la loro parte scritta sì su un copione, ma nella quale si ritrovavano perché raccontava le situazioni di vita vissuta ogni giorno: a casa, in famiglia, a scuola, con gli amici.

E così la prima scenetta sul conflitto rappresentava una situazione familiare nella quale lo scontro tra una madre ed una figlia non veniva assolutamente risolto dal padre e anzi terminava con un inasprimento delle posizioni.

Per la comprensione delle emozioni la scenetta descriveva il rapporto tra una mamma molto in apprensione per il figlio che non studia e sembra perdere solo tempo; l’ansia della mamma non le fa neanche tenere in considerazione le buone capacità, ma alla fine la frase “sono sicura che domani andrà meglio” sembra risolvere il rapporto teso tra i due riconoscendo la giusta fiducia nel figlio e a comprendere l’amore della mamma.

Ascoltare e provare quello che sente il figlio, pur mantenendosi nella propria personalità, è emerso nel dialogo tra una mamma e una figlia nella situazione in cui la figlia sembra pretendere un acquisto ritenuto superfluo dalla mamma. Sembra che i due non riescano a intendersi, ma poi la situazione sembra risolversi quando la mamma, con fare disinvolto, tace e, prendendo appunti su quanto reclama la figlia, si concentra totalmente sulla ragazza. Pur rimanendo ciascuno sulle proprie posizioni si arriva però ad accettare le ragioni dell’altro.adolescenti

Il passo successivo è stato rappresentato col dialogo tra un padre ed una figlia, momento in cui entrambi tengono il punto sulle proprie ragioni entrambe valide: la soluzione è stata quella di non far prevaricare uno sull’altro, ma trovare una soluzione comune ad entrambi; questo è stato possibile solo considerando l’adolescente come un proprio pari.

Infine con l’ultima scenette, il rapporto teso tra una madre forse troppo presente nelle cose della figlia al punto tale da stravolgerne la stanza si è poi risolto accettando le ragioni della figlia. A volte gli adulti, dopo aver ascoltato i ragazzi, comprendono che questi ultimi hanno ragione e giustamente capiscono che si sbagliano: ammettere gli errori e chiedere scusa è sempre il modo più costruttivo per affrontare la situazione e trovare una soluzione ai conflitti.

Ma nel vangelo viene mai presentata una situazione di questo tipo in cui compare un rapporto tra genitore e figlio adolescente? Don Alberto ha commentato il passo in cui Maria e Giuseppe, cercando Gesù, lo trovano nel tempio: è la prima volta in cui Maria medita le parole che Gesù, ragazzo, le dice direttamente.

Al termine di ciascuna scenetta la platea ha esposto le proprie impressioni.

Ci è sembrato che ciascuno si fosse immedesimato in una o in un’altra situazione e che gli argomenti trattati avessero interessato tutti.

Per le nostre ricerche abbiamo utilizzato questi libri.

Aspettiamo i tuoi commenti e dei nuovi spunti di indagine e approfondmento.

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