Ehilà, è un po' che non ci vediamo. Pronti per la proposta della settimana?

Ecco a voi, dalla regia di Mark Romanek, "Non lasciarmi"!non lasciarmi

 Trama

Kathy H. ricorda l'infanzia e l'adolescenza trascorse nel college inglese di Hailsham, l'amicizia con Ruth e l'amore per Tommy. Il loro destino era già stato pianificato. I tre protagonisti vivono questa condizione di orfani, assuefatti alla grigia e silente crudeltà di Hailsham, un college mengheliano che li riduce a polli da batteria per servire il progresso scientifico.

 Le nostre opinioni

 

EVVIVA I PAPA'

Papà-festa-del-papàQuando mi capita di ricevere una comunicazione da parte del genitore di un mio alunno, ho, a volte, il timore di essere stata troppo severa! E invece credere in ciò che si fa e farlo in onestà con la consapevolezza di poter incorrere nell'errore...paga!

Durante il carnevale ho realizzato in tutte le mie classi un laboratorio per la decorazione di maschere di cartone. Il procedimento implicava tre o quattro lezioni, ma la neve ci ha piacevolmente, non lo nego, tenuti a casa, quindi dopo la prima lezione sul progetto della maschera, ho chiesto ai ragazzi di preparare a casa la base colorata, con l'intento di ultimare in classe il lavoro completandolo di tutti i dettagli! Quando R. mi ha consegnato la maschera finita e molto carina, con particolari e sfumature di colore che non avevo mai notato nei suoi disegni, gli ho chiesto chi avesse fatto quel piccolo capolavoro e R. mi ha risposto che il papà lo aveva aiutato. In realtà non mi sentivo di dare una valutazione, perché non avevo avuto modo di vedere R. all'opera!

Breve comunicazione a casa: i compiti assegnati vanno svolti dall'alunno!

E questa che qui di seguito leggerete è stata la risposta del papà di R.........

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Gentile professoressa,

concordo che i ragazzi debbano fare da soli il loro 'lavoro'.

Mi scuso con lei se ha rilevato la mia interferenza. Comunque, per giustizia sui fatti, le confermo che R. mi ha chiesto di aiutarlo nella realizzazione e sono stato la guida ma non l'artefice del dipinto sulla maschera. Forse ho guidato un po' troppo.

Ho piacere però a raccontarle come è andata anche perché non mi capita spesso di passare due pomeriggi di seguito con R. per attività che implichino la manualità (per me è stato piacevole, la prossima volta proverò ad essere più distaccato).

Come le dicevo, tra progetto e dipinto abbiamo passato due pomeriggi insieme tra consigli, prove e realizzazione. Per cercare di fare un buon lavoro ho fatto vedere a R. come utilizzare i pennelli e la tempera, facendo le prove sui fogli: cominciavo a dare la prima pennellata di esempio e poi reggevo la maschera e lo guidavo mentre dipingeva.

Era la prima volta che R. usava con me le tempere e mi sono divertito a provare a spiegargli (per quel che mi ricordavo) come utilizzare i pennelli dal più piccolo al più grande, come attendere che la tempera si asciugasse prima di fare altre parti e non essere frettoloso.

I dettagli a R. sono sempre piaciuti ed il vessillo è stato il modo per parlare di linee movimento e ombre. Google è stata la fonte dei disegni e dell'idea.

La saluto cordialmente e mi scuso ancora con lei; cercherò di liberarmi per i prossimi ricevimenti in modo da poterla conoscere, sorridere su questo episodio e prendermi di persona la tirata di orecchie.

Saluti e a presto S.R.

Non è fantastico che un papà si occupi con tanto amore del suo ragazzo?

Forza papà, coraggio! I vostri figli hanno bisogno di voi!!!

PS: ho pensato di organizzare a scuola dei laboratori pomeridiani di disegno e attività manuali per ragazzi e adulti (figli e genitori), ....chissà che si possa trovare il tempo per stare bene insieme!?

La proffa di Arte



cover ALIEN Giovanni Allevi bLa cosa più bella di ascoltare o suonare la musica è che ogni elemento assume un significato diverso ogni volta. Un esempio lampante è una delle ultime composizioni di Giovanni Allevi, Tokyo station.

Nei sette minuti e mezzo del brano si può percepire un'intensità crescente che ha origine con una serie di note ben decise derivate, secondo l'autore, dall'attesa all'areoporto di Tokyo in una delle sue tournée.

Tokyo Station

Allora la stai ascoltando?

In questo preciso istante il ritmo sempre costante perde parte della sua durezza a caratteri orientali per sfociare in un breve frammento a ispirazione classica, qualcosa che tra le note rievoca Mozart o altri, trasfigurati dallo stile di vita più rapido di oggi. Ma ecco che subito riprende il tema che, come un aereo in vista dell'areoporto, conduce all'atterraggio.

Teresa

 

Ehi tu, piccolo o grande, hai qualche pensiero da dirci? Non esagerare, però, non vorremmo che tu rimanessi senza parole!

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Bianca neve: una fiaba che dura ancora oggi.

È vero che è bella Roma tutta bianca?

Roma così l’ho vista solo nella mia immaginazione. Sui tetti il silenzio, tutta Roma dorme, ma nella notte, nel buio, la città si è vestita a festa. La festa dei bambini e dei grandi che mano nella mano si ritrovano in strada a giocare con la neve. Non si fanno differenze di età, non ci sono errori nel gioco, non esiste chi vince e chi perde, l’unica regola è l’allegria unanime.

È vero che è una gran gioia, ma per molti è anche sofferenza: strade bloccate, automobili sommerse e il grande freddo che coglie impreparati…

Roma si blocca: uffici e scuole chiusi (non sempre è un male), turisti bloccati negli aeroporti e sui treni, per le strade più pedoni che veicoli a motore e ancora tanto tanto freddo.

Si ritorna ai tempi dei nonni: supermercati presi d’assalto alla ricerca di farina e latte, per le strade sempre più gente con le buste della spesa e nelle case il profumo del pane appena sfornato.

NEVICATA-Giosuè Carducci

Lenta fiocca la neve pe ‘l cielo cinereo: gridi,

Villa Pamphili 4 2 12 2 8suoni di vita più non salgono da la città,

non d’erbaiola il grido o corrente rumore di carro,
non d’amor la canzon ilare e di gioventù.

Da la torre di piazza roche per l’aere le ore
gemon, come sospir d’un mondo lungi dal dì.

Picchiano uccelli raminghi a’ vetri appannati: gli amici
spiriti reduci son, guardano e chiamano a me.

In breve, o cari, in breve – tu càlmati, indomito cuore –
giù al silenzio verrò, ne l’ombra riposerò.

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