La cellula è chiamata così perché come la cellula biologica è capace di vita autonoma e di dare vita moltiplicandosi non appena raggiunge una certa dimensione.DSC 0610b ridimensionare

Le nostre cellule infatti non appena raggiungono 10-12 persone si moltiplicano in due cellule più piccole: la madre e la figlia.

La cellula quindi è un piccolo gruppo in costante moltiplicazione al cui interno esistono relazioni di appartenenza allo stesso ambiente di vita: è costituita da vicini di casa, colleghi di lavoro e di studio, parenti, amici.

Questo piccolo gruppo ha lo scopo di portare Gesù alle persone che incontra nelle sue relazioni abituali nel suo ambiente di vita.

Importante notare la differenza fra un gruppo nel senso tradizionale, come il gruppo di crescita, di ascolto del Vangelo e altri, e la cellula.

Un gruppo, tendenzialmente, dopo un certo tempo, è portato a non inserire nuove persone perché non sono al livello delle altre. La cellula, invece, essendo orientata alla evangelizzazione realizza sé stessa nel momento in cui un nuovo fratello, magari lontano dal Signore, entra a farne parte.

La cellula quindi vive per moltiplicarsi. La gioia non è tanto stare bene insieme, quanto accogliere nuovi fratelli. La cellula aiuta a crescere nell’amore per il Signore e a scoprire la presenza di Dio nella propria vita. Scoprire di essere amati da Dio ci porta ad amare i fratelli e a desiderare di condividere con loro il dono dei doni: Gesù.

Per donare Gesù a più persone possibile ci si moltiplica, aumentando la possibilità di raggiungere nuove persone, luoghi, ambienti.

Oggi, domenica 11 maggio 2014, durante la Santa Messa parrocchiale, abbiamo assistito alla moltiplicazione della cellula 21. Dopo due anni che nella nostra Parrocchia non si aveva una moltiplicazione, è stato veramente un momento di grande gioia e abbiamo festeggiato in modo particolare.

La cellula figlia ha ricevuto il numero 35 ed è stata affidata a Luigi, la cellula madre, numero 21, rimane affidata ad Anna Rita.

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Don Alberto, dopo l’omelia, ha chiamato all’altare la cellula madre e poi la cellula figlia, ha presentato la moltiplicazione e, facendo riferimento al Vangelo del giorno ( Il buon Pastore, Gv 10,1-10), ha detto che nella comunità parrocchiale le cellule favoriscono i contatti con le persone lontane per farle entrare nella vera vita attraverso la porta che è Gesù.DSC 0607 ridimensionare

Durante la moltiplicazione si è tenuto anche un segno simbolico: il leader della cellula madre aveva un cero acceso e ha fatto accendere il cero al leader della cellula figlia: questo cero, che resta acceso durante l’incontro di cellula, significa la presenza di Cristo, luce del mondo. Poi, un membro della cellula figlia ha attaccato al cartellone della vite, simbolo di Gesù, il grappolo d’uva con il numero 35 per indicare che il sistema di cellule, che lavora nella vigna del Signore, ha prodotto un altro frutto.

Successivamente i cellulini, prima di tornare al loro posto, hanno recitato davanti all’altare il Credo insieme all’assemblea, infine è stata recitata una preghiera per loro da don Alberto.

 

Sono riportate alcune testimonianze:

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Salve, avrete notato che dal 12 aprile, giorno dell’insediamento del cardinale Tempesta, è stato collocato presso la porta di passaggio fra la Chiesa e la sacrestia un grosso cartello.

Nel cartello è rappresentata la barca degli Apostoli che, sulla parola di Gesù, gettano le reti .

La barca é simbolo dell' evangelizzazione e gli Apostoli i primi evangelizzatori.

Nel brano del vangelo di Luca riportato sul cartellone(Lc 5,10) Gesù dice agli Apostoli ,”Non temete vi farò pescatori di uomini”.Gesù lo dice anche oggi  alla Chiesa , lo dice a tutti quelli che, ascoltando la sua parola, si mettono al suo servizio per evangelizzare.

Sappiamo che gli uomini non possono vivere nell’acqua, e quindi la missione affidata agli Apostoli di essere pescatori di uomini, che é anche la nostra missione come membri della chiesa, di per se stessa ha il significato di salvarli dall’acqua come uomini vivi donando la vita vera, non di farli morire come accade con i pescatori di pesci .

Nel cartellone é stata data poi da don Alberto  un'interessante  spiegazione che nasce dallo studio comparato dei testi greci dei Vangeli di Marco e Luca .Non ve la dico perché così siete incuriositi ad andare a vedere in Chiesa cosa c’è scritto se ancora non lo avete fatto;la spiegazione è sulla parte bassa del tabellone.

 

Lo scopo di questo cartellone è quello di informare che esiste nella nostra parrocchia la realtà delle   cellule parrocchiali di evangelizzazione e di facilitarne la conoscenza.per quelli che lo desiderino. Notizie più dettagliate sulle cellule sono contenute nelle brochure disponibili presso il cartellone, all’ingresso della Chiesa .in ufficio parrocchiale e nel sito parrocchiale www.parrocchiaprovvidenza.it nella sezione nuova evangelizzazione, sottosezione cellule parrocchiali di evangelizzazione (in particolare a pgg 3,10)

 

Sul cartellone sono riportati i nomi di ciascuna delle cellule parrocchiali di evangelizzazione della nostra Parrocchia,.la persona di riferimento ed il numero di telefono a cui contattarla,giorno ed orario dell’incontro di cellula e dove si svolge l’incontro.

Al cartellone presto sarà data una collocazione diversa per facilitarne la lettura.

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 Il  metodo di evangelizzazione  delle cellule aiuta ad evangelizzare  le persone del proprio ambiente di vita con le quali abbiamo relazioni abituali(oikos), come parenti ,amici,colleghi di lavoro,vicini di casa ; evangelizzare  quindi chi é vicino a noi ma lontano dalla Chiesa .

Chi vuole fare esperienza di questo metodo  può scegliere una cellula che si incontra in un orario e in un luogo comodo per lui e chiedere alla persona, che è referente della cellula, di partecipare ad uno o più incontri settimanali e successivamente , se lo desidera, può entrare a far parte della cellula e compiere con le altre persone un cammino di crescita cristiana mettendo sempre più al centro della sua vita Dio e condividendo con i membri del suo oikos quel Gesù che ha incontrato e gli ha cambiato la vita, con il desiderio che anche per loro possa, un giorno, esserci questo incontro. 

 

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE

  

Dal 25 al 27 aprile scorso si è svolto a Palermo presso l’Hotel Saracen il 1° incontro nazionale dei leader delle cellule parrocchiali di evangelizzazione italiane. La nostra parrocchia era rappresentata da 27 persone di cui 3 bambini (Chiara, Alessio, Simone) e 24 adulti (Giada e Gaetano, Adriana e Giustino, Lina e Pietropaolo, Daniela e Paolo, Pierpaolo e Sabina, Alessandro e Noemi, Luigi, Nunzia, Vincenzo, Lidia, Rossana, Rita, Maria Rita, Vanda, Luisa P., Luisa L., Rossella e Anna) tra leader e coleader.

Palermo tutti

  Il posto, o location, come si direbbe oggi, era meraviglioso perché l’Hotel, fuori Palermo, nei pressi di Capaci, era in riva al mare. La squisita accoglienza non solo dei cellulini siciliani ma anche del personale dell’albergo, ha creato una cornice ideale a quello che abbiamo vissuto personalmente e comunitariamente nell’ambito della ‘tre giorni’.

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 Abbiamo vissuto tutti i momenti previsti in modo assembleare. Circa 700 persone, provenienti da diverse regioni italiane e qualcuno anche da Malta hanno condiviso riflessioni, preghiere, canti, insegnamenti, adorazioni e celebrazioni eucaristiche, spettacoli all’interno di un grande teatro.

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L’intervento introduttivo di Mons. Fisichella ha riguardato il ruolo insostituibile dei laici nella Chiesa chiamati oggi a dare ragione della propria fede e del perché la comunione possa essere vissuta solo comunitariamente.

 

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Gli altri insegnamenti hanno sviluppato la frase di Papa Francesco “Andate, senza paura, per servire”. Don Pigi Perini e Sofia Agazzi di Milano hanno sottolineato la decisione dell’”andare”. Don Pigi ha ribadito come l’evangelizzazione sia la missione precipua del cristiano anche perché incontenibile è la gioia della salvezza, che ci viene dalla relazione quotidiana con lo Spirito Santo. Sofia Agazzi ha aiutato ciascuno ad esaminare lo stato della propria cellula, la sua condizione di malattia, di morte, ma anche di liberazione.  

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Don Gianni Mezzasalma di Ragusa ha delineato alcune delle paure più ricorrenti nei leader, ma, più in generale in chi evangelizza; le paure “buone” che fanno crescere e quelle “cattive”, che bloccano l’evangelizzazione. A seguire, Don Paolo Fenech di Malta ha pregato insieme a tutti i sacerdoti perché tutti i presenti venissero liberati dalle paure più profonde da cui erano attanagliati.

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Enrico Massari di Ragusa, coordinatore nazionale, ha infine illustrato l’espressione “per servire”: l’atteggiamento del servo che attende, che ascolta il Signore, che non si ferma, che pensa che il meglio debba ancora arrivare, perché “dove sarò io, là sarà anche il mio servo”. Da qui la differenza tra il leader per il mondo, che è colui che domina, rispetto a quello della cellula, che è colui che serve, innanzitutto i suoi cellulini.

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 Tutto si è svolto in un clima di preghiera profonda e gioiosa aiutati moltissimo dai canti e dall’animazione che generosamente i ragazzi di Palermo hanno proposto. L’entusiasmo e la fede sfavillante dei più giovani, ci ha letteralmente travolto nelle due serate di evangelizzazione attraverso il canto, la danza, la drammatizzazione…tanti modi diversi di elevare la lode al Signore.

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Le tre celebrazioni eucaristiche, presiedute dal Cardinale di Palermo, Paolo Romeo, da Don Gian Matteo Botto e da Don Pigi, come i momenti di adorazione comunitaria, ci hanno ricondotto all’essenzialità ed alla radicalità della nostra fede. Infine, ci siamo sentiti Chiesa Universale quando abbiamo potuto assistere anche noi alla canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II in collegamento video con Piazza San Pietro. A quel punto, la gioia di tutti noi era all’apice. Eravamo pronti (o quasi) per tornare a Roma, per tornare alle nostre realtà, per provare ad incarnare il pressante invito “Andate, senza paura, per servire”, nella speranza che il meglio debba ancora venire.

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Adriana

  

....alcune testimonianze:

colomba

 

Ecco le emozioni che questa esperienza a Palermo gli ha fatto vivere a nostro figlio Alessio insieme a noi, insieme a tutte le persone che ha conosciuto, insieme a Gesù .

  Alessio aspettava con ansia questo viaggio in Sicilia. L’eccitazione per la sua prima volta in aereo era tanta da farlo svegliare alle 05.45 del mattino senza protestare per il sonno e noi , che avevamo paura di doverlo portare in braccio fino al Pulman siamo stati smentiti. All’arrivo a Palermo la vista del mare e di quel panorama stupendo lo hanno colpito talmente che le mattine seguenti prima di scendere per la colazione voleva rivederlo dal balconcino della stanza. Oltre a Simone , con il quale sono stati inseparabili ,al secondo giorno dal nostro arrivo Alessio aveva già “il suo migliore amico” , un bimbo siciliano conosciuto sul posto con il quale aveva giocato a calcio nel campetto dell’albergo e gli aveva fatto fare due goal!!! Due ragazze hanno svolto il lavoro di Baby Sitting con grande dolcezza e affabilità e Alessio è rimasto molto volentieri con loro  e gli altri bambini.

Alessio ci ha stupito per come si è comportato . Ha mangiato sempre tutto , la notte ha dormito sempre. È sempre stato tranquillo anche quando come il primo gg. È stato sveglio dalle 5,45 del mattino alle 23.00 della sera quando siamo andati a dormire dopo aver cantato insieme “One Way” degli Hillson. Durante una breve passeggiata al mare ci ha detto queste testuali parole :

 “mamma papà in vacanza mi dovete sempre portare in Sicilia . mi sto divertendo un mondo” e queste parole le ha ripetute anche al pilota del volo di ritorno che gli ha fatto vedere brevemente la cabina di volo e gli ha conferito il diploma di battesimo del volo. Che dire se non Lode al Signore per questa magnifica esperienza!!!!!!!

Paolo e Daniela

  

Siamo tornati da Palermo con una profonda gioia! L’accoglienza è stata fantastica, la location superlativa, le persone cordiali, premurose e simpatiche. Il servizio babysitting ha reso tutto così semplice anche per chi aveva bimbi piccoli. Già conoscevamo le cellule siciliane, che non si sono smentite riguardo all’ardore e alla gioia che le caratterizza. Incontrare tutti gli altri leaders d’Italia, pregare e lodare il Signore con loro, attraverso i canti, l’eucarestia quotidiana e l’adorazione eucaristica è stato un reale ristoro fisico e spirituale. Gli insegnamenti sono stati davvero coinvolgenti, non solo utili ma anche condivisi, vissuti in prima persona da chi li presentava; ciò li ha resi molto efficaci.

La preghiera di guarigione dalle paure ha subito reso frutto. Al nostro ritorno abbiamo redatto una nuova lista dell’oikos e ricominciato la preghiera a tappeto..in un paio di settimane abbiamo visto già alcuni frutti con i nostri vicini di casa, tante occasioni di servizio e di condivisione. Abbiamo compreso che prendere parte a questi incontri non è la stessa cosa che non prenderne parte perché quando molti fratelli sono riuniti insieme si solleva a Dio una forte preghiera, lo Spirito Santo soffia potente e libera i cuori da ogni affanno, da ogni peso o preoccupazione, dona luce su come proseguire il cammino e rende più forti nella fede. Partecipare non è stato per noi un dovere di leader, è stato un privilegio, è stato accogliere una grazia speciale che Dio prepara per chi deve servirlo! Infatti ci ha molto colpito anche l’insegnamento di Enrico Massari sull’essere dei “leader servi”, senza pretendere di sapere cosa farà il padrone. Siamo certi che la preghiera per i sacerdoti, anche assenti, abbia sparpagliato le grazie dello Spirito in giro per il nostro paese come fiammelle che porteranno nuovo ardore. Grazie e sempre lode al Signore!

Giada e Gaetano


 

 

 

Programma definitivo dell’incontro . 

 

1° incontro nazionale per i leader di cellula italiani.

Si è tenuto a Palermo dal 25 al 27 aprile 2014 , il 1° incontro nazionale per i leader di cellula .

Come avevamo detto nel precedente articolo l’obiettivo dell’incontro era quello di essere un momento formativo, ma anche e soprattutto quello di rinnovare l’entusiasmo nell’annuncio, nel servizio come leader di cellula o di divisione o di area.

Hanno partecipato a questo incontro 24 leader e co-leader del  Sistema di Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione della nostra parrocchia . Verrà presto pubblicato un articolo con le testimonianze dei partecipanti.

Il titolo dell’incontro : “Andate, senza paura, per servire” (è l’invito del Papa ai giovani di Rio nella Messa conclusiva del 28 luglio 2013) è stato motivato e spiegato nelle lettere di don PIGI (Presidente dell’Organismo Internazionale di Servizio delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione) e Enrico Massari (Promotore Nazionale dell’Organismo) qui di seguito allegate insieme al programma definitivo dell'incontro.

 

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