Si è chiamati per servire

Non si tratta solo di realizzare se stessi imitando Gesù, si tratta di partecipare alla sua missione. Ecco la vocazione: un dono ma, nello stesso tempo, un impegno, una responsabilità. È sempre così. Nel progetto di Dio, il dono è sempre responsabilità. La vocazione assegna un compito nella comunità. Non siamo al mondo solamente per noi; la prima fondamentale scelta, che un uomo possa fare per realizzare la sua esistenza, è quella di vivere per gli altri. Chi non fa questa scelta ha già sbagliato in radice la sua esistenza.

Qualunque cosa, poi, egli riesca a realizzare, in realtà non realizzerà mai se stesso perché, al di fuori di un rapporto che si metta sulla linea del servizio, la persona umana non si può realizzare. Questo è un dato della psicologia. Solo nel rapporto con l'altro, con gli altri, l'uomo si realizza. Dunque, soltanto vivendo per gli altri e, nella fatti specie, per la Chiesa, ognuno realizza concretamente la sua vocazione personale, perché ogni vocazione ci chiama a lavorare per la costituzione del Regno di Dio nella Chiesa, dove tutti indistintamente siamo coinvolti nell' opera della salvezza

«Va' e annuncia» perché non c'è vocazione che non comporti automaticamente una missione personale.

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Tra il materiale inedito raccolto dalla rivista Vida religiosa del gesuita Bergoglio - oggi Papa Francesco - sulla vita consacrata, vi è il suo intervento nel Sinodo celebrato nel 1994 sulla vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo. Questo intervento fu tenuto nella XVI congregazione generale, il 13 ottobre 1994 dall'allora Vescovo ausiliare di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio.

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