gioterza

 

Domenica 23 dicembre. 

 

La giornata promette un tiepido sole. Le strade si affollano di gente impegnata negli ultimi acquisti di Natale. La nostra parrocchia è in fibrillazione già dalle 9.30 quando tanti bambini portano orgogliosamente in mostra i loro presepi.

Natale è per eccellenza la festa dei piccoli, della famiglia. Infatti ecco le mamme con vassoi di dolci accompagnare i loro bambini nei locali della parrocchia. Ma basta fare qualche passo oltre l'ingresso, basta voltare l'angolo che lo spettacolo cambia. Accoccolati in terra i tanti ospiti della mensa della carità aspettano i volontari per registrarsi e mangiare il pasto domenicale. Nei loro volti c'è tutta la loro storia. Un ospite arriva con il volto fasciato e il naso protetto da un bendaggio. Solo gli occhi restano fuori. Vivere per la strada è anche questo: lottare e difendersi, la legge del più forte permette la sopravvivenza. Legge incuriosito i cartelli che i volontari affiggono alle bacheche. Questa domenica infatti, una novità accoglie i nostri amici. Il freddo intenso delle ultime settimane li porta a bere un po'troppo, così arrivano davanti alla mensa in condizioni da non poter essere accolti. Altri ospiti potrebbero non gradire la loro presenza. Dispiace a tutti noi non poter accogliere però è davvero una scelta obbligata. Una piccola famiglia (genitori, una nonna ed un piccolo bimbo di quasi due anni) frequenta da tempo la nostra mensa. L'amiciza con loro è consolidata ed anche il piccolo sorride felice ai nostri saluti. Mente i grandi mangiano lui contento muove i suoi passi stentati all'interno dei locali. Il pavimento liscio lo aiuta. E' felice. Mangia anche lui e sorride. Alcuni tavoli più in là un altro ospite si muove barcollando. Si aiuta con una stampella ma è forse qualche bicchiere di troppo a rendere malfermi i suoi passi. Incrocia la nostra Franca che sta in quel momento portando una brocca d' acqua ai tavoli. L'incontro tra i due è inevitabile. Salvi entrambi ma l'ospite cade, per miracolo su una sedia, e il peggio è evitato. Per fortuna il piccolo correva più in là. Anche se non ne avevano bisogno, questa è la conferma che siamo costretti a non accogliere chi è alterato da alcol e droga. Alla nostra mensa non si giudica e rispettiamo le scelte di vita di tutti. Consigliamo fraternamente o orientiamo alla "vita buona del Vangelo", come dicono i nostri Vescovi ma mai da parte nostra un giudizio cattivo sulle loro persone. Lasciamo fuori qualcuno e lo invitiamo a tornare la prossima domenica. Nessuno però protesta e tutti vanno via salutando. Vorrebbero venire anche a Natale, così spieghiamo che la nostra Mensa è aperta solo la Domenica, giorno del Signore, giorno in cui spezziamo il Pane nel Suo nome. Con loro vogliamo dividere un pasto terreno e materiale, frutto del lavoro di uomini e donne della parrocchia. Così ci salutiamo e ci diamo appuntamento a domenica prossima. Noi non ci saremo, ma la nostra comunità è come una famiglia altri membri ci saranno ad accoglierli, con le regole scritte fuori in tutte le lingue.

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